Campionato

La riscossa di Milik: i numeri sono dalla sua

Una vittoria vitale per il Napoli quella di ieri sera contro l’Atalanta. Tre punti che portano il nome in calce di Arkadiusz Milik, entrato nel finale di partita e che ha sbloccato il punteggio con un gran gol, fatto da un controllo ed un bel tiro di sinistro che ha bruciato Berisha in uscita. Un gol importante per la squadra ma soprattutto per l’attaccante polacco, che si scrolla di dosso le critiche piovutegli addosso nelle ultime settimane. In molti hanno parlato di lui come un attaccante demotivato, senza la giusta cattiveria sotto porta e poco adatto alle ambizioni del Napoli. Ma forse non si ricorda quello che ha dovuto subire questo ragazzo, arrivato all’ombra del Vesuvio con la spada di Damocle dell’eredità di Higuain sul groppone. Eredità raccolta senza colpo ferire, segnando reti importanti in campionato e in Champions League, prima del crack dei legamenti che gli costò quasi tutta la prima stagione, e mentre lavora per rientrare assiste all’esplosione di Mertens da prima punta. L’infortunio all’altra gamba ne frena il riscatto nel 2017/2018, e nel finale di campionato si rivela dalla panchina una risorsa importante nella rincorsa allo scudetto. Quest’anno sta effettivamente tenendo la sua media gol peggiore da quando è a Napoli: ‘solo’ un gol ogni 180 minuti, praticamente ogni due partite. Ma se dobbiamo parlare di numeri, Milik è un giocatore che ha segnato 19 reti in 55 partite. Queste partite sono però comprensive di 2217 minuti, e sapete a quanto equivalgono questi giri d’orologio? Fermi, non prendete le calcolatrici, ve lo diciamo noi: poco più di 24 partite. E la sua media è di un gol ogni 116 minuti, praticamente una partita e un quarto. Con questo, c’è da capire che fino ad ora Arkadiusz Milik sta ben facendo il suo lavoro, quello di fare gol, e lo fa anche discretamente bene. I numeri sono dalla sua, diamo solo un po’ di tempo e pazienza che il giocatore si rivelerà molto utile. Come successo a Bergamo.

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